LA CIRCONCISIONE, NON SOLO QUESTIONE DI FEDE

28 Nov

Da Abramo ai giorni d’oggi, una pratica sempre più frequente

Quello della circoncisione, in ebraico brit milà (lett. “patto della circoncisione”), rientra indubbiamente tra i precetti più noti dell’ebraismo. Nel Vecchio Testamento il Signore ordina esplicitamente, e senza lasciare spazio a equivoci, di effettuare questa prassi proprio all’ottavo giorno. Non un giorno prima né uno dopo: “All’età di otto giorni ogni maschio tra di voi, per le vostre generazioni, dovrà essere circonciso” (Genesi, 17, v.12). E ancora “All’ottavo giorno si circonciderà la carne del prepuzio del bambino” (Levitico, 12, v.3).

A tal proposito, rimane opportuno soffermarsi su alcune sorprendenti scoperte scientifiche riguardo ai mutamenti fisiologici che si verificano proprio all’ottavo giorno di vita del neonato.

Il sistema di coagulazione dipende da alcuni tipi di proteine (le piastrine) prodotte dal fegato. Queste sostanze operano in sequenza, con l’ausilio di enzimi, fino alla formazione di un grumo stabile detto “fibrina”. Nei primi giorni successivi alla nascita, il fegato non è sufficientemente sviluppato per compiere le funzioni descritte; pertanto qualunque operazione chirurgica eseguita in quel periodo su un neonato sottoporrebbe il bambino al rischio di grave emorragia. È importante precisare che alcuni ricercatori, tra cui il dr. Armand James Quick (fisico e fisiologo americano vissuto nel Wisconsin tra il 1894 e il 1978), rimasero molto colpiti dal nesso esistente fra lo sviluppo delle facoltà del corpo umano di interrompere sanguinamenti ed emorragie e la collocazione nel tempo del brit milà.

Nei suoi scritti il dr. Quick, inventore dell’omonimo test (definito anche “tempo di protrombina”), fa notare come nel corso dei primi giorni di vita la quantità di sostanze coagulanti nel sangue sia limitata e, di conseguenza, anche il più piccolo taglio possa rappresentare un serio pericolo per la vita del bambino; mentre, a partire dall’ottavo giorno, la capacità del sangue di coagularsi aumenti vertiginosamente. “Non è un caso – affermò Quick – che la religione di Mosè richieda che il rituale della circoncisione avvenga all’ottavo giorno”.

Nel giugno del 2000 fu pubblicata la ristampa aggiornata del bestseller americano “None of these diseases” (Nessuna malattia), del dr. McMillen. Nel saggio l’autore giunge alle medesime conclusioni, precisando che, subito dopo la nascita, il corpo di un neonato non dispone ancora delle facoltà di interrompere da sé il flusso sanguigno, mentre, a partire proprio dall’ottavo giorno, la protrombina raggiunge il livello medio del cento per cento. Immediatamente prima di questo momento, il contenuto degli elementi coagulanti aumenta rapidamente, per elevarsi fino al centodieci per cento esattamente nell’ottavo giorno. In altri termini è esattamente nel momento prescritto per il brit milà che le sostanze coagulanti raggiungono i livelli massimi, di molto superiori rispetto al tasso che accompagnerà l’individuo medio per il resto dei suoi giorni. «Dovremmo encomiare le centinaia di ricercatori che, per lunghi anni, hanno lavorato a gran prezzo per  scoprire che il giorno che offre le migliori garanzie di sicurezza per eseguire una circoncisione è l’ottavo. Tuttavia – puntualizza nel suo trattato il dr. McMillen – pur riconoscendo alla scienza medica i suoi meriti per questa recente scoperta, ci sembra quasi di sentire il fruscio delle pagine della Bibbia, a ricordarci che, quattromila anni fa, nell’iniziare la pratica della circoncisione con Abramo, il Signore disse: “All’età di otto giorni ogni maschio sarà circonciso”. Abramo non scelse quel giorno dopo molti secoli di esperimenti basati su tentativi ed errori. Infatti né lui né alcun altro della comitiva partita con lui dall’antica città di Ur dei Caldei era mai stato circonciso. Il giorno era stato scelto dal Creatore…».

Oltre alla questione concernente i tempi della circoncisione, si sono scoperti altri importanti benefici che quest’operazione apporta alla salute dell’uomo. È forse per questo motivo che, fin dall’antichità, numerose altre culture (specialmente quelle nordafricane) finirono con l’includere questa pratica tra le norme rituali.

Gli Egizi, ad esempio, la eseguivano come segno di affiliazione a Ra, il dio del Sole, che ritenevano avesse circonciso se stesso.

Al contrario, non si tratta soltanto di un rito o di una semplice tradizione per il mondo islamico, dove la circoncisione (indicata con il termine arabo Khitan) rappresenta un aspetto fondamentale e imprescindibile della fede, in quanto, seppur non esplicitamente richiesta dal Corano, viene consigliata dallo stesso Maometto nella Sunna*1, come una tappa con cui si introducono gli uomini al credo islamico e un segno di appartenenza alla vasta comunità musulmana (la Umma). Anche in questo caso, l’origine dell’insegnamento si fa risalire ad Abramo, che a novantanove anni si autocirconcise ed estese questo gesto alla sua famiglia. Nel Corano infatti è scritto: “Ti riveliamo di seguire con sincerità la religione di Abramo” (Sura delle Api, v.123). Ne segue che il credo del Patriarca vada abbracciato in tutti i suoi aspetti, inclusa la circoncisione. Ma c’è ancora un’altra motivazione per cui è opportuno che un buon musulmano attui questa pratica: nel momento in cui si presta all’atto della preghiera, un fedele ha l’obbligo di essere “puro”. A tal fine, prima di pregare, deve compiere un rito di abluzione. Malgrado ciò, nel prepuzio possono facilmente rintanarsi tracce di sporcizia. Questa dunque, nella tradizione musulmana, è considerata un’ottima ragione per eliminarlo chirurgicamente. La circoncisione islamica risulta quindi assai simile a quella ebraica, sebbene vi siano alcune differenze, tra cui, essenziale, il fatto che il periodo consigliato ai musulmani per eseguire l’intervento vada dai sette giorni di vita a subito prima della pubertà.

A prescindere dai precetti divini,  questa pratica chirurgica, che consiste nell’asportare una parte o la totalità del prepuzio del pene e in genere anche parte o tutto il frenulo, viene oggi applicata dalla medicina moderna al fine di risolvere numerosi disturbi. In tutte le parti del corpo, infatti, la pelle aderisce agli strati sottostanti, proteggendoli dall’eventuale infiltrazione di batteri; viceversa, nel caso del prepuzio, la pelle causa l’aumento della presenza di batteri, spore e funghi. Essa infatti non aderisce completamente al glande e il piccolo spazio presente all’estremità dell’organo genitale maschile consente l’infiltrazione di agenti infettivi. Questa zona calda, oscura e umida, risulta pertanto altamente esposta allo sviluppo di germi e malattie infettive. La rimozione del prepuzio consente dunque di mantenere sana e in buone condizioni igieniche questa delicata parte del corpo.
Tale tecnica viene inoltre attuata con lo scopo di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, quali le fimosi (anomalie malformive congenite, per cui il prepuzio risulti abnormemente ristretto) o le balaniti (infiammazioni della testa del glande) e può essere praticata anche in alcuni casi di infezione delle vie urinarie e di cancro al pene.

Sempre più diffusa negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito (dove tutti i maschi della Casa Reale vengono sottoposti a questa operazione eseguita da un circoncisore ebreo detto mohèl*2), in questi paesi la circoncisione viene richiesta anche per motivi puramente estetici e sociali. Per alcuni uomini infatti la decisione non deriva da disturbi funzionali, ma dalla convinzione di provare maggior piacere sessuale e di poter risolvere i problemi di eiaculazione precoce.

Di recente, infine, due grandi ricerche condotte in Africa e pubblicate sul periodico inglese The Lancet*3 hanno fatto emergere una realtà stupefacente: le probabilità di venire contagiati dal virus HIV sono sei volte maggiori negli uomini non circoncisi rispetto a quelli che hanno subito l’intervento.

Insomma, sembra proprio che nel proporre il suo patto ad Abramo, il Creatore avesse i suoi buoni motivi…

Giulia Sonnino Mimun

*1 Termine che significa “costume” o “codice di comportamento”. Dopo il Corano, la sunna costituisce la seconda fonte della legge islamica, raccogliendo in sé gli atti e i detti del Profeta Maometto.

*2 Per citare un esempio il principe Carlo venne circonciso dal rabbino Jacob Snowman, mohèl ufficiale della Comunità Ebraica di Londra

*3 The Lancet, vol. 369, num.9562, pgg.617-619

Annunci

Una Risposta to “LA CIRCONCISIONE, NON SOLO QUESTIONE DI FEDE”

  1. Eva 29 novembre 2011 a 13:22 #

    i piace lo trovo particolarmente interessante !!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: