TORNARE A CAMMINARE CON L’ORMONE DELLA CRESCITA

28 Nov

Il caso di un ragazzo guarito dalla paralisi grazie al Gh

 riaccende la speranza per tante persone

           

Si chiama somatotropina, è nota anche come Gh (dal nome inglese Growth hormone), ma è più comunemente conosciuta come l’“ormone della crescita”. Nel nostro Paese è utilizzata prevalentemente nella terapia ormonale sostitutiva, quando ve ne sia carenza, specialmente nei bambini e negli adolescenti, ma può trovare applicazione anche negli adulti, nei casi di malattie cromosomiche caratterizzate da bassa statura, di insufficienza renale cronica e in soggetti che hanno subito un deperimento organico a causa dell’Aids. Su Internet, poi, il Gh è venduto come anabolizzante per aumentare le masse muscolari o come panacea per perdere i chili di troppo: usi impropri e molto pericolosi, che possono esporre a gravi effetti collaterali, come diabete, insufficienza cardiaca e polmonare, nonché aumentare il rischio di sviluppare tumori.

Sulle sue possibili applicazioni in campo medico, gli scienziati stanno però continuando a lavorare, tanto che è al vaglio l’ipotesi di un suo utilizzo nella rigenerazione delle cellule nervose.

Ma le ultime, entusiasmanti, aspettative circa questa sostanza arrivano dalla Spagna e riguardano il recupero di pazienti paraplegici e tetraplegici:

Jesùs Devesi Mùgica è un endocrinologo galiziano, che ha passato ben 36 anni della sua vita in un laboratorio a studiare gli effetti degli ormoni sulle cavie, finché, otto anni fa, suo figlio Pablo rimase paralizzato in seguito a un grave incidente stradale. Deciso a non arrendersi all’evidenza della diagnosi, il professor Mùgica decise allora di mettere tutto il suo sapere scientifico riguardo gli effetti del Gh, al servizio del figlio, sul quale iniziò la sperimentazione diretta. Oggi Pablo è un giovane trentenne riabilitato al 95% dopo un solo anno di trattamento, è tornato a camminare normalmente ed è in procinto di iniziare una carriera da biologo molecolare proprio al fianco del padre.

Il mondo scientifico però guarda con scetticismo a questo straordinario risultato, non essendovi alcuna prova accreditata che il merito della guarigione del ragazzo sia attribuibile a questa cura sperimentale. Esiste infatti un confine sottile tra ciò che la scienza medica è in grado di spiegare e ciò che invece è capace di sperimentare. Per dare delle risposte concrete alla faccenda e sgombrare il campo da ogni dubbio sull’attendibilità della cura nella riabilitazione delle persone paralizzate, è stata chiamata in campo la ricerca ufficiale: il ministero della Sanità spagnolo ha infatti concesso un finanziamento di mezzo milione di euro all’equipe del neurologo italiano Antonio Oliviero, primario di neurologia all’ospedale per paraplegici di Toledo. Toccherà a lui verificare l’efficacia dell’ormone della crescita. Sebbene infatti, a sostegno dell’uso del Gh nella cura di questo tipo di patologia, non vi siano a tutt’oggi solide evidenze scientifiche, è altresì vero che qualche base empirica da cui partire esiste già: una possibile spiegazione degli effetti ottenuti nel caso di Pablo potrebbe risiedere infatti nello stimolo che l’ormone della crescita è in grado di esercitare sulla forza muscolare; inoltre alcune sperimentazioni, mai confermate in clinica nell’uomo, hanno già dimostrato che il Gh può accelerare la crescita delle fibre nervose.

La sperimentazione durerà un anno e sarà condotta su 76 pazienti, scelti tra chi ha avuto una lesione incompleta del midollo spinale, senza aver riportato danni cerebrali e a non meno di 18 mesi dal trauma che le ha generate. Entro un periodo di circa un anno e mezzo da un danno del genere, infatti, è sempre possibile l’eventualità di un recupero spontaneo. Per scansare tale ipotesi, inoltre, verrà messa in atto  una controprova: a metà dei pazienti verrà realmente somministrata una dose quotidiana di Gh; l’altra metà riceverà invece un “placebo”, ossia una sostanza non farmacologica e quindi priva di efficacia. Neppure ai medici sarà svelato chi è sotto la cura e chi invece no, altrimenti potrebbero, seppur involontariamente, modificare i loro atteggiamenti, la motivazione e l’energia profuse nella fisioterapia e nella riabilitazione.

Le prime conclusioni dovrebbero arrivare entro un paio d’anni: soltanto allora sarà possibile sapere con verità scientifica se il caso di Pablo vada considerato come episodico o se, al contrario, il Gh sia davvero in grado di riaccendere le speranze, ribaltando il destino clinico di chi sembrava ormai destinato a passare tutta la vita su una sedia a rotelle.

Nel frattempo però il professor Mùgica ha aperto un centro, a gestione quasi familiare, a Cacheiras, un piccolo paese della Galizia, dove ha dato vita al progetto “Foltra”, così battezzato in ricordo della prima parola pronunciata dal figlio al risveglio dal coma. Si tratta di un vocabolo sconosciuto, ma che ha assunto un significato speciale, divenendo l’acronimo spagnolo di “fede, ottimismo, lotta e lavoro quotidiano”, tutti valori che pure giocano un ruolo importante nel percorso di guarigione.

Come confermano le testimonianze di casi già affrontati con successo e le oltre 600 persone in lista d’attesa, la speranza è alta…

Tra chi grida al miracolo e chi è cautamente scettico, noi aspettiamo fiduciosi che la scienza ci dica da che parte stare.

Giulia Sonnino Mimun

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