VINCI LO STRESS CON LA TERAPIA DEL DESERTO

28 Nov

Un’esperienza estrema, che aiuta a prendere le distanze dai problemi della quotidianità e rigenerarsi, contemplando i grandi spettacoli della natura

Scadenze impellenti, bollette da pagare, pressione sul lavoro, partner esigenti, figli a cui stare dietro e ore in macchina fermi nel traffico… Per chi vive in una grande metropoli sembra che ventiquattro ore non siano mai abbastanza per fare tutto; ed è così che stress, tensione e spossatezza divengono i compagni inseparabili delle nostre giornate.

Chi non desidererebbe allora “staccare la spina” e concedersi una seconda luna di miele in qualche meraviglioso paradiso tropicale?

Ultimamente però sembra che Bahamas, Seichelles, Antille e via dicendo non siano più in cima alla classifica delle mete più ambite per combattere l’ansia e ritrovare un po’ di benessere. L’ultimo trend del viaggio anti-stress, infatti,  si chiama “Desert therapy”. Appena battezzata da mass-media e tour operator, la “Terapia del deserto” promette di essere la soluzione a una vita frenetica, divenuta ormai insostenibile.

La “cura” consiste in lunghe camminate tra le dune di sabbia, immersi in spazi sterminati, dove i panorami possono essere assaporati fino in fondo, dove le stelle sono tanto brillanti da far sembrare di poterle toccare, dove i ritmi sono dati soltanto dal movimento dei cammelli, i giorni scanditi dalle albe e dai tramonti, gli anni contati a millenni ed è possibile scoprire il più bello di tutti i suoni: il silenzio. Il principio è quello di curare lo stress attraverso lo “spaesamento” che questi luoghi sconfinati generano nell’essere umano, abituato alla frenesia metropolitana. Spostarsi per il deserto stimola a liberare la mente, a scoprire i propri limiti, favorisce l’introspezione e aiuta a ritrovare sé stessi.

Ma non si tratta di trekking; le passeggiate nel deserto infatti sono alla portata di tutti e non serve essersi sottoposti ad allenamenti mirati prima di mettersi in viaggio. Le agenzie infatti propongono mete e percorsi differenti a seconda delle inclinazioni di ciascuno; e bastano solo tre giorni per dire addio allo stress dell’ufficio e dimenticare le code in tangenziale… La prima volta si può iniziare con un assaggio soft del Sahara, il deserto un tempo considerato ostile e impietoso e che oggi attira invece più turisti della Costa Smeralda: affascinante la parte arida e sassosa dell’erg libico; le isolate oasi egiziane, ricche di importanti monumenti storici; gli itinerari imperdibili del Marocco, dell’Algeria, nonché le immense dune della Tunisia. Quest’ultima è forse la meta più gettonata. Da Milano in un’ora e mezzo di volo si arriva nella splendida oasi di Tozeur: mille ettari di palmeto bagnati da duecento sorgenti d’acqua. Da qui si parte per le piste di sabbia sahariane, a piedi, a cavallo, con dromedario o, per gli appassionati di moto a quattro ruote, con il quad. A circa quaranta chilometri dall’oasi, vale la pena fermarsi per una sosta a Ong El Jemal, un promontorio roccioso a forma di collo di cammello (da cui prende il nome), che si affaccia sul lago salato di Chott El Jerid, regalando la vista di un panorama davvero mozzafiato; tanto da essere stato scelto come location cinematografica per le scene più romantiche del famoso film di Anthony Minghella “Il paziente inglese”.

Per i più audaci, che hanno voglia di spingersi oltre, la meta ideale è, invece, il Sudamerica: in Brasile si può ammirare un panorama di incomparabile bellezza offerto dalle alte dune di sabbia bianca e dai laghi di acqua cristallina del Parco di Lencois Maranhenses, il cosiddetto “Sahara brasiliano”; mentre in Bolivia si trova il Salar de Uyuni, la più grande distesa salata del mondo. Mete altrettanto suggestive, ma meno note, sono il deserto di Taklamakan in Cina, il Simpson Desert in Australia e il Kalahari, nell’Africa meridionale.

Infine, per tutti quelli a cui lo stress viene al solo pensiero di prendere un aereo, c’è il Désert des Agriates: con solo quattro ore di traghetto la Corsica vi attende per svelarvi i misteri di questo impenetrabile territorio.

Tra qualunque duna scegliate di perdervi, sapppiate che, finché dura l’immersione in quel mondo di sabbia, l’altro mondo (quello degli orari spietati, delle marce forzate imposte dal lavoro, delle arrabbiature, dello stress, del tempo che non ci basta mai) scomparirà; e, quando vi farete ritorno, per lo meno, avrete le batterie cariche!

Giulia Sonnino Mimun

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